Ultima modifica: 22 Novembre 2020

COBAS – LA DESTRA PISANA HA PAURA ANCHE DEL “DDL ZAN”…

Ora la maggioranza che governa il Comune di Pisa potrà vantare un bel record. Ci mancava solamente la mozione di contrarietà al disegno di legge Zan, passato alla Camera e in attesa di votazione al Senato, contro i reati di odio dettati dalla discriminazione su orientamento sessuale e identità di genere ed esteso anche a discriminazione razziale, etnica e religiosa e alle
discriminazioni sulle disabilità.
Da quando a Pisa governa la Lega abbiamo sopportato un assessore stalker e misogino, cacciato a furor di popolo; abbiamo visto respingere mozioni di contrasto alla violenza nei confronti delle donne e per la promozione della cultura della parità di genere. A Pisa, la città dove nel 1979 si è svolta la prima marcia del movimento omosessuale in Italia, la giunta leghista ha negato il patrocinio al Gay Pride del luglio 2019. Conti e compagnia hanno il triste primato di aver rifiutato i fondi messi a disposizione dalla Regione e destinati ai Comuni aderenti alla rete antidiscriminazione READY. A Pisa i diktat dell’omologa sindaca cascinese, sull’onda di presunte associazioni “in difesa della famiglia tradizionale”, hanno bloccato addirittura progetti della
Regione Toscana e della Società della salute già avviati nelle scuole pisane e cascinesi contro gli stereotipi di genere nei lavori domestici e nelle professioni.
Il DDL Zan, ben lungi dal cancellare la piaga dell’omolesbobitransfobia, nel momento in cui passerà anche al Senato (dove fra l’altro rischia di cedere su alcuni punti cruciali) riuscirà forse a riempire un vuoto. Ma mentre, nell’attesa, fioccano delibere di appoggio e prese di posizione da consigli comunali di tutta Italia, la destra pisana, se ce ne fosse ancora bisogno, approfitta dei suoi scampoli di potere per ostentare per l’ennesima volta la sua beceraggine.
Nel frattempo l’Italia continua a primeggiare tra gli Stati europei in cui a scuola, sul posto di lavoro e nella vita sociale sono maggiormente diffuse le aggressioni, l’odio, il linguaggio offensivo, le discriminazioni nei confronti del variegato arcobaleno di orientamenti sessuali e identità di genere che si riconosce nell’acronimo LGBTQI+

COBAS – COMITATI DI BASE DELLA SCUOLA – PISA

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